Consegna trattato "Rosh ha Shanà" alla Città Metropolitana di Roma

L’11 novembre si è tenuto a Palazzo Valentini, sede della Città Metropolitana di Roma Capitale, un incontro istituzionale che ha visto presenti il presidente di PTTB, Rav Riccardo Di Segni, la direttrice di PTTB, la professoressa Clelia Piperno e il vicesindaco della Città Metropolitana, Pierluigi Sanna accompagnato dal suo staff . Con l’occasione, è stato donato il trattato di “Rosh ha Shanà” all’amministrazione capitolina.

Presto saranno donate alle biblioteche del territorio delle copie del Talmud.

 

 


Presentazione del Progetto Talmud alla Biblioteca Marucelliana di Firenze

Abbiamo presentato lo scorso 27 giugno il Progetto Talmud in collaborazione con Casa Editrice Giuntina, alla Biblioteca Marucelliana di Firenze.
Un approfondimento sul trattato di Sotà da parte di Rav Riccardo Di Segni e Rav Gadi Piperno, i saluti del presidente della Comunità Ebraica di Firenze, Enrico Fink e della direttrice di Progetto Talmud, Clelia Piperno e il racconto di Simonetta Montemagni, direttrice del CNR-ILC su come nel tempo si sia evoluto il software “Traduco”.
Vi aspettiamo alla prossima presentazione!


Talmud e Biblioteche nel territorio metropolitano di Roma

Il 13 marzo abbiamo presentato “Talmud e Biblioteche nel territorio metropolitano di Roma”, in collaborazione con la Città Metropolitana di Roma Capitale.
Un progetto ambizioso sviluppato con obiettivi precisi; primo tra questi dare valore a uno dei testi sacri più importanti della cultura ebraica, il secondo è trasmettere alle nuove generazioni gli insegnamenti che porta con sé ed infine per attualizzare la forza delle parole scritte nel Talmud e trasformarle in uno strumento di conoscenza, di lotta all’ignoranza, al pregiudizio e all’antisemitismo.
5 biblioteche nell’area metropolitana di Roma, come inizio e poi nei prossimi mesi in tutta Italia.
Nelle immagini della presentazione, la Direttrice di Progetto Talmud, Clelia Piperno, il Presidente di Progetto Talmud, Rav Riccardo Di Segni, il vicesindaco della Città
Metropolitana, Pierluigi Sanna e il Prefetto di Roma, Lamberto Giannini.


Pubblicazione del Trattato di Sotà

Trattato Sotà

Secondo la Torà una donna sposata può avere rapporti esclusivamente con il marito. L’unione con un altro uomo è adulterio, che, se dimostrato con testimonianze, comporta una condanna capitale per la donna e l’adultero. Se c’è ammissione di colpa, ma mancano le testimonianze, il vincolo matrimoniale deve essere reciso e la donna perde i diritti della ketubbà. Ma cosa succede quando c’è un sospetto e la donna nega? Di questo tema si occupa un lungo brano del Libro dei Numeri (5:11-31), nel quale si parla di un marito che sospetta che la moglie l’abbia tradito. In assenza di prove certe, si attiva una procedura particolare: la donna viene condotta al Santuario, dove viene sottoposta alla prova delle “acque amare”; deve bere dell’acqua nella quale è stato sciolto l’inchiostro di una pergamena in cui era stata scritta una parte di quel capitolo della Torà. Se la donna è colpevole, quell’acqua ne causerà la morte; se è innocente, uscirà incolume dalla prova e avrà dei figli.

Questo trattato talmudico è essenzialmente dedicato al commento e alla definizione dei particolari di questa procedura. La parola sotà, che dà il nome al trattato, si riferisce alla donna, ma non è un vocabolo biblico. In italiano sotà potrebbe essere tradotto con “deviante”, “infedele”; qualcuno, nell’ottocento, ispirato dalla lirica verdiana, ha suggerito “traviata”.

Nella Torà questa procedura rappresenta un caso unico, in cui l’aspetto “miracoloso” è decisivo. Nessuno può sapere se la donna è effettivamente colpevole; l’effetto della pozione è ambiguo, o toglie la vita o crea le condizioni per un’altra vita; inoltre, se arriva la punizione, questa colpisce automaticamente anche l’adultero, ovunque si trovi. La situazione configurata nella Torà rispecchia una società basata sul dominio maschile, che difende l’esclusività del potere del marito sulla moglie, che punisce gravemente l’adulterio e che premia la fedeltà femminile con una promessa di fecondità. Lo scopo della procedura, che espone pesantemente la donna, oltre all’accertamento della verità è quello di “mettere pace tra marito e moglie”. In questi termini è evidente che la procedura corrisponde a una determinata organizzazione sociale con le sue regole e le sue mentalità. Molte di queste mentalità sono cambiate nell’evoluzione di millenni, anche se nell’ebraismo non è cambiata la difesa della fedeltà coniugale e il divieto di adulterio; ma già ai tempi in cui fu redatto il trattato della Mishnà, la procedura prescritta dalla Torà era considerata obsoleta e inapplicabile; non solo per l’ovvio motivo che non c’era più il Santuario, ma per il cambio dei costumi, già prima della distruzione del Santuario: l’infedeltà maschile dilagava. I Maestri infatti spiegarono, interpretando il testo, che la procedura non potesse funzionare se a sua volta il marito fosse stato infedele alla moglie, con una donna sposata a un altro uomo o anche solo con una donna libera. Non più quindi un rapporto di dominanza ma di reciprocità. Ma il sistema era ancora poligamico, per cui l’uomo sposato poteva avere rapporti con un’altra donna, purché anche lei sposata da lui. Solo verso l’anno mille la poligamia venne proibita portando a compimento giuridico l’evoluzione delle sensibilità.

Malgrado l’antichità della norma e la sua inapplicabilità, l’argomento venne sottoposto alla discussione rabbinica, come accadde per molte altre norme non più applicabili. Compito dei rabbini fu la definizione precisa delle modalità: quali sono le condizioni per avviarla (limitando con questo gli effetti di attacchi di gelosia), quante testimonianze servano, come si svolge in tutti i dettagli la procedura nel Santuario, come si scatena la punizione; in quali tipi di vincoli matrimoniali si può attivare la procedura. Accanto a queste definizioni sono affrontati altri problemi: ad esempio se la donna ha dei meriti, questi possono attutire o rinviare l’impatto della punizione? E se i meriti sono tali da bloccare la sanzione, che senso ha fare una procedura pubblica che dovrebbe suonare da ammonimento e deterrente?

Dall’esame di queste regole, si passa all’enunciazione di principi generali, come quello del contrappasso. In ogni dettaglio della procedura della sotà i Maestri scorgevano la sanzione per un comportamento scorretto, e da qui il principio generale per il quale si è giudicati e puniti nella misura del reato commesso; è un principio della Torà che i Maestri elaborarono con due atteggiamenti opposti. Sul piano giudiziario, attutendone gli effetti: la legge biblica “del taglione” (“occhio per occhio, dente per dente”, Es. 21:24, Num. 24:20) che letteralmente prevede punizioni fisiche, venne moderata sostituendo la punizione fisica con una sanzione pecuniaria; mentre sul piano morale i Maestri videro in ogni vicenda personale l’applicazione severa della regola; e non solo in senso punitivo ma anche di premio per le buone azioni, come quelle di Miriàm – la cui storia è raccontata nel trattato assieme a quelle di molti altri personaggi biblici -, e in questo caso il premio è moltiplicato.

Per analogia con alcuni aspetti della procedura prescritta per la sotà, il trattato si occupa di varie situazioni particolari legate ai concetti di preghiera, sacrifici, lingua sacra, benedizioni e maledizioni, l’insegnamento della Torà alle donne, la critica dell’ostentazione e dell’ipocrisia religiosa fino al ruolo del sacerdote incaricato per la guerra, quando rivolge il discorso alle truppe. Infine, viene presentato il caso della “giovenca accoppata” a seguito di un omicidio di cui non è noto l’assassino. Il tema principale del trattato è quello dell’infedeltà coniugale, e la conclusione si occupa dell’omicidio; da qui una digressione finale sulla progressiva degenerazione morale e sulla perdita di riferimenti esemplari nel comportamento e nella pratica religiosa. Nell’ultimo capitolo compare una lunga digressione aggadica su alcuni episodi del profeta Elishà.


FIRENZE: Il Progetto di Traduzione del Talmud Babilonese e la sua Yeshivà


Giovedì 22 luglio
dalle ore 19:00 si terrà presso il Balagan Cafè di Firenze, l’incontro:

IL PROGETTO DI TRADUZIONE DEL TALMUD BABILONESE E LA SUA YESHIVÀ.
Innovazione e tecnologia a supporto della cultura e dello studio del Talmud.
In questo primo appuntamento, verrà presentato l’importante passo in avanti che il Progetto di Traduzione del Talmud Babilonese sta compiendo sia in campo tecnologico che linguistico.
È stata infatti sviluppata una nuova piattaforma digitale per lo studio del Talmud e di altri testi sacri anche attraverso importanti collaborazioni internazionali che ci posizionano al centro di una rete mondiale per lo studio del testo e per l’analisi linguistica.
Ne parleranno Rav Gad Fernando Piperno, nostro Quality Manager e David Dattilo Responsabile ricerca e sviluppo e Responsabile del Progetto YESHIVA’.


Consegna dei trattati del Talmud Babilonese, Qiddushìn e Chaghigà, al Presidente della Repubblica Italiana

Ieri, 3 febbraio 2021, durante un incontro al Quirinale sono stati donati dal Presidente del Progetto Traduzione Talmud
Babilonese, Rav Riccardo Di Segni e dal Direttore del Progetto, Prof.ssa Clelia Piperno, i nuovi trattati del Talmud
Babilonese in italiano di recente pubblicazione, Qiddushìn e Chaghigà, al Presidente della Repubblica Italiana, Sergio
Mattarella e alla presenza del Ministro dell’Università e della Ricerca, Prof. Gaetano Manfredi.

I due trattati, editi dalla casa editrice Giuntina, rappresentano il continuum di un complesso ed articolato lavoro di
traduzione, che prosegue con successo e determinazione, reso possibile dal fondamentale sostegno di tutte le istituzioni
coinvolte. La ricchezza di ogni singolo volume tradotto in italiano è un lascito prezioso per tutti i popoli e le generazioni
future.

”Alba nuova…come un pallone che sale mentre lo lasciamo libero.” [A. Gorman, The Hill We Climb]

La vicinanza e la gratitudine al Progetto espressa durante l’incontro dal Presidente della Repubblica sono per noi conferma
e motivo di orgoglio per l’attività svolta e la dedizione con cui affrontiamo questa importante sfida: portare il successo
del genio italiano nel mondo.


Evento "Conversazione su Jonathan Sacks"


IL PROGETTO TRADUZIONE TALMUD BABILONESE

PRESENTA:

CONVERSAZIONE SU

“JONATHAN SACKS, UN GIGANTE DEL PENSIERO CONTEMPORANEO”

 

Martedì 15 dicembre 2020 alle ore 17.30 si terrà l’evento “Conversazione su Jonathan Sacks, un gigante del pensiero contemporaneo” patrocinato dal Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati su piattaforma digitale.

“Il modo migliore per abbattere le barriere tra persone o comunità è attraverso atti di gentilezza semplici e non forzati. Un atto può annullare anni di alienazione ” così affermava Jonathan Sacks che vedeva nella creazione di comunità e nei gesti di solidarietà, azioni in grado di parlare alle persone nei momenti di difficoltà. In un periodo storico come il nostro, le sue parole segnano una direzione ben precisa: la forza dell’unione, la bellezza nella gentilezza unite alla visione di un mondo libero da pregiudizi e alla fiducia nell’intelletto dell’umanità sono i motori per costruire un nuovo paradigma sociale, fondato sull’accettazione dell’Essere, sul valore etico dell’appartenenza e sull’inclusione del diverso.

L’evento sarà un’occasione per essere insieme testimoni del prezioso contributo culturale di Jonathan Sacks e partecipi di un messaggio universale, il suo, che attraversa i confini, accorcia le distanze tra i popoli e parla dritto al cuore delle persone.

Il pensiero di Sacks, così come l’opera del Talmud Babilonese sono finestre che si spalancano nel mondo, conoscenza viva che apre le menti, patrimonio per l’intera umanità e linfa vitale per un processo di integrazione tra popoli e culture. Offrire al mondo uno straordinario arricchimento universale, questo è l’intento fondante su cui si basa la traduzione digitalizzata portata avanti dal Progetto Traduzione Talmud Babilonese.

Nel Talmud si legge “Non condannare nessuno e non ritenere nulla impossibile.” e nella speranza, che Sacks definiva “virtù attiva di cambiare le realtà”, risiede la forza di rendere possibile l’impossibile, di creare il tangibile dall’intangibile investendo sul potere della conoscenza e dell’istruzione.

Jonathan Sacks credeva fortemente nella possibilità di costruire un futuro che ci appartenesse consapevolmente, un futuro che guardasse al passato con la benevolenza di chi lo accetta e vuole andare avanti.

E noi con lui.

Con questa visione il Progetto Traduzione Talmud Babilonese vuole onorare la persona di Jonathan Sacks abbracciando il suo pensiero, le sue idee e la sua missione in una giornata unica, all’insegna della bellezza, della conoscenza e della verità. Conciliazione, Compassione e Creatività saranno le tre parole chiave che ci traghetteranno in questo meraviglioso viaggio tra la vita e il pensiero di Sacks

attraverso gli interventi di illustri studiosi, letterati, accademici e alti esponenti del mondo religioso e della cultura.

All’evento porteranno i propri saluti istituzionali il Ministro dell’Università e Ricerca, Prof. Gaetano Manfredi e la Presidente dell’UCEI, Noemi Di Segni.

Introdurranno Rav Riccardo Di Segni, Rabbino Capo di Roma e Presidente Progetto Traduzione Talmud Babilonese e la Prof.ssa Clelia Piperno, Direttrice Progetto Traduzione Talmud Babilonese.

Nel corso del pomeriggio si avrà l’onore e il piacere di ascoltare: Giovanni Grasso, Consigliere per la Stampa e la Comunicazione e Direttore dell’Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica Italiana, Milena Santerini ,Delegata Nazionale per la lotta contro l’antisemitismo, Rav Moshe Sebbag Rabbino, Capo della “Grande Synagogue de la Victoire”, Paris, Rabbi Meni Even Israel, Executive Director, Steinsaltz Center, Stefania Giannini ,Vice Direttrice Generale UNESCO con delega Educazione, Maurizio Molinari, Direttore de “La Repubblica” , Simonetta Della Seta, International Holocaust Remembrance Alliance, Ofer Sacks, già Ambasciatore d’Israele in Italia , Gianluca Comin, Professore di Strategie di Comunicazione, Luiss Guido Carli, Elena Loewental, Scrittrice, Linda Laura Sabbadini , Direttrice Centrale ISTAT, Prof. Michel Rosenfeld ,Cardozo School of Law, New York, Prof. Giulio Busi, Direttore dell’Istituto di Giudaistica, Liberà Università di Berlino, Prof. Alberto Melloni, Fondazione per le Scienze Religiose Bologna – Palermo, Shulim Vogelmann, Casa Editrice, “La Giuntina” e Andrée Shammah, Direttrice Teatro Franco Parenti.

L’incontro sarà moderato da Gianluca Giansante, Partner di Comin & Partners.

Per prendere parte all’evento basterà inviare una email a: cerimoniale@talmud.It

Vi Aspettiamo!


Consegna trattato Chaghigà al Ministro Gaetano Manfredi


Mercoledì 16 settembre alle ore 9:30 è stato donato dal Rabbino Capo di Roma Rav Riccardo Di Segni e dalla Professoressa Clelia Piperno, il nuovo trattato del Talmud Babilonese in Italiano appena concluso e edito dalla Giuntina, “Chaghigà“, al Ministro dell’Università e della Ricerca Prof. Gaetano Manfredi.

Nonostante il periodo particolare che il nostro Paese sta passando, è stato per noi un particolare riconoscimento e grande onore poter presentare al Ministro Manfredi il lavoro svolto da tutto il nostro staff durante i lunghi e complessi mesi passati. 


Presentazione Trattato Qiddushìn Firenze 2019

Martedì 17 dicembre alle ore 16.30 nella splendida cornice della galleria Luca Giordano di Palazzo Medici Riccardi, nella città di Firenze, è stato presentato il quarto trattato del Talmud Babilonese, Qiddushìn.
Erano presenti Rav Gad Fernando Piperno, Rabbino Capo di Firenze, Rav Riccardo Di Segni, Rabbino Capo di Roma, Dott. Sandro Servi, redattore capo del Progetto Talmud, Prof. Mario Patrono membro del Cda del Progetto Talmud, Prof.ssa Donatella Lippi, Presidente Fondazione Scienza e Tecnica di Firenze, Dott.ssa Sara Funaro, Assessora all’Educazione, all’università e alla Ricerca, Formazione, Diritti e Pari Opportunità del Comune di Firenze e Aviv. David Jona Falco, Consigliere Ucei. L’incontro è stato moderato dalla Prof.ssa Clelia Piperno, Direttrice del Progetto Talmud.


Presentazione 4° Trattato edito: Qiddushin - Città di Matera

Il giorno 28 novembre alle ore 10.30, grazie alla collaborazione con la Fondazione Sassi e al Patrocinio di Matera 2019 – Open Future, il Progetto di Traduzione del Talmud Babilonese in italiano, è stato invitato a presentare e l’ultimo trattato edito, Qiddushìn, nell’ambito dell’anno europeo della cultura.
Nel contesto della presentazione saranno affrontate, oltre alle opportunità offerte dalla Ricerca italiana per i giovani che vorranno intraprendere percorsi di studi verso le nuove tecnologie, anche gli aspetti e i risvolti dell’applicazione di applicativi e software in ambiti più specifici. Spesso il mondo dell’innovazione non viene considerato come strumento utile per la lotta alle discriminazioni. Il Progetto di Traduzione del Talmud Babilonese in questa ottica è considerato come una “best practice” in tema di nuove tecnologie applicate alla cultura, quale base per favorire feconde dinamiche di dialogo e inclusione. Ciò è in linea con il costante impegno del Governo italiano a tutela del patrimonio culturale, coerentemente da ultimo con la risoluzione 2347/17 del Consiglio di Sicurezza, la quale, adottata su iniziativa dell’Italia, ha riconosciuto la necessità di proteggere il patrimonio culturale proprio allo scopo di preservare la memoria storica, le tradizioni e la civiltà dei popoli
Interverranno il Direttore del Progetto Talmud, Prof.ssa Clelia Piperno, il dott. Michael Dollinar Digital Solution Manager e il dott. David Dattilo Senior Operation Engineering..


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