Il 9 giugno 2026 l’Istituto Italiano di Cultura di New York ha ospitato l’incontro “Etica, cultura, ricerca, la scommessa vinta da Progetto Talmud”, un’occasione per presentare al pubblico americano uno dei più importanti progetti culturali italiani degli ultimi anni, capace di coniugare ricerca scientifica, patrimonio ebraico, innovazione tecnologica e diplomazia culturale.

Ad aprire l’iniziativa sono stati i saluti del Presidente di Progetto Talmud, Rav Riccardo Di Segni, e del Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York, Claudio Pagliara, che hanno sottolineato il valore della collaborazione tra istituzioni italiane e il ruolo della cultura come strumento di dialogo internazionale.

Al centro dell’incontro, il racconto di un’esperienza che, in oltre un decennio di attività, ha trasformato un’ambiziosa intuizione in un modello riconosciuto a livello internazionale. Il Progetto Traduzione del Talmud Babilonese, promosso dal Consiglio Nazionale delle Ricerche e dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, rappresenta infatti un unicum nel panorama accademico mondiale: la prima traduzione integrale del Talmud Babilonese in lingua italiana, realizzata attraverso una metodologia che integra competenze umanistiche e strumenti digitali avanzati.

Nel corso della serata, Clelia Piperno, Direttrice del Progetto Talmud, ha ripercorso la nascita e l’evoluzione dell’iniziativa, illustrandone gli obiettivi scientifici e culturali e mettendo in evidenza come il progetto abbia saputo costruire un ponte tra la tradizione millenaria dello studio talmudico e le tecnologie più innovative applicate alle Digital Humanities.

A offrire un approfondimento sul valore storico e intellettuale del Talmud è stato Donato Grosser, studioso di esegesi biblica e letteratura talmudica, che ha guidato il pubblico alla scoperta della complessità di un’opera che, da quasi duemila anni, rappresenta uno dei pilastri del pensiero ebraico e continua ancora oggi a interrogare il rapporto tra diritto, etica, società e conoscenza.

L’incontro ha rappresentato anche un’importante occasione per raccontare il modello italiano di collaborazione tra istituzioni pubbliche, comunità e mondo della ricerca, capace di produrre risultati di eccellenza riconosciuti anche oltre i confini nazionali. La traduzione del Talmud non è soltanto un’impresa editoriale o accademica, ma un progetto di diplomazia culturale che promuove il dialogo tra tradizioni, discipline e Paesi diversi.

La scelta dell’Istituto Italiano di Cultura di New York come sede dell’evento assume un significato particolare. La città ospita alcune delle più prestigiose università e istituzioni dedicate agli studi ebraici e costituisce uno dei principali punti di incontro tra il mondo accademico italiano e quello statunitense. Presentare qui il Progetto Talmud significa rafforzare una rete internazionale di collaborazioni e valorizzare l’eccellenza della ricerca italiana in un contesto di respiro globale.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di internazionalizzazione del Progetto Traduzione del Talmud Babilonese, che negli ultimi anni ha intensificato il dialogo con università, centri di ricerca e istituzioni culturali negli Stati Uniti e in altri Paesi, promuovendo una riflessione condivisa sul valore della conoscenza come patrimonio universale.

L’appuntamento di New York ha confermato come il Talmud continui a essere non soltanto un testo fondamentale della tradizione ebraica, ma anche uno straordinario laboratorio di pensiero capace di parlare al presente. Un patrimonio che, grazie al lavoro del Progetto Talmud, continua a generare ricerca, confronto e nuove opportunità di dialogo tra culture, nel segno di un’Italia che investe nella conoscenza come strumento di crescita e di cooperazione internazionale.

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