Presentazione trattato Chaghigà 1 Dicembre

Martedì 1° dicembre alle 11:00 presenteremo l’ultimo trattato edito dal Progetto di Traduzione del Talmud Babilonese “Chaghigà”.

La presentazione si terrà su piattaforma Zoom ma potrà essere seguita anche qui in diretta sulla nostra pagina Facebook.

Saranno presenti:

Saluti e modera la presentazione
Prof.ssa Clelia Piperno
Direttore del Progetto Talmud

Rav Riccardo Di Segni
Rabbino Capo di Roma e Presidente del Progetto Talmud

Rav Gadi Piperno
Rabbino Capo di Firenze e Quality Manager Progetto Talmud

Rav Gianfranco Di Segni
Coordinatore della traduzione Progetto Talmud

Sandro Servi
Redattore Capo Progetto Talmud

Shulim Vogelmann
Casa Editrice La Giuntina


Martedì 27 Novembre è stato presentato il terzo volume: Ta'anìt


Martedì 27 novembre all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede abbiamo presentato il terzo volume del Talmud Babilonese in Italiano, Ta’anit.

All’incontro erano presenti l’Ambasciatore Pietro Sebastiani, Sua Em.za Mons. Guerino Di Tora, Rav Riccardo Di Segni, Rabbino Capo di Roma e Presidente del progetto Talmud, Marco Bussetti, Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, Massimo Inguscio Presidente del CNR, Noemi Di Segni Presidente Ucei e Rav Gianfranco Di Segni, coordinatore della traduzione. L’incontro è stato moderato dal Direttore del Progetto Talmud, la Prof.ssa Clelia Piperno.

È stato per noi un grande onore poter presentare il nuovo trattato nella splendida cornice della sala del Camino di palazzo Borromeo.
Grazie a tutti gli amici che hanno partecipato e che hanno scelto di essere al nostro fianco anche in questa occasione speciale.
Come ha detto il nostro Direttore, Clelia Piperno “Ogni persona in questa stanza, ha contribuito alla realizzazione di questo progetto. Grazie a tutti voi.“


Uscita terzo volume: Ta'anìt

È con grande gioia e orgoglio che possiamo annunciare che il terzo volume, edito dalla casa editrice “La Giuntina” e curato da “Michael Ascoli”, Ta’anit è da oggi disponibile in libreria e online. È stato un lavoro lungo che ha visto l’impegno di numerosi traduttori che, aiutati dal nostro software, hanno raggiunto questo importante traguardo.

Tratto dall’introduzione al trattato di Ta’anìt:

“Il digiuno, come forma rituale ebraica, esprime la contrizione dell’ebreo di fronte a una disgrazia che ha colpito o minaccia di colpire la collettività o un singolo. È uno strumento di teshuvà, di ritorno al Signore. Con ciò l’uomo sancisce che quanto avviene non è casuale, bensì opera di Dio e conseguenza delle nostre azioni.

Il digiuno è la pratica che i Maestri hanno stabilito per adempiere il comandamento biblico di invocare il Signore qualora vi sia una minaccia incombente o quando si sia già stati colpiti. Il digiuno rimarrebbe privo di significato se non fosse accompagnato dalla preghiera e dall’analisi scrupolosa del proprio operato, tutte componenti essenziali del processo di teshuvà. L’istituzione del digiuno è quindi strettamente correlata con eventi che possono accadere o non accadere: siccità, carestie, pestilenze, guerre. Ai tempi della Mishnà e del Talmud, la minaccia maggiore e più frequente era quella della mancanza di pioggia. Pertanto il trattato si apre con questo argomento per poi estendere la disanima agli altri casi.

Vi sono poi digiuni fissi, legati a eventi storici, alla memoria collettiva, nei quali si aggiunge anche la componente del lutto. Così abbiamo, come tuttora in uso, i digiuni relativi alla distruzione del Bet haMiqdàsh (il Tempio di Gerusalemme), che ricordano l’inizio dell’assedio, la breccia nelle mura, la distruzione stessa. Quello che commemora la distruzione del Tempio cade il 9 di av e è caratterizzato da rigori molto stringenti. A questa categoria appartiene anche il digiuno di Ghedalià, colui che era stato a capo dell’ultimo scampolo di indipendenza ebraica dopo l’inizio della cattività babilonese.

Brani di Aggadà, cioè insegnamenti morali, non strettamente normativi, sono una caratteristica dell’intero Talmud. Nel presente trattato ve ne è una particolare abbondanza, a suffragare l’idea che i premi e le disgrazie devono essere intesi come ricompense e punizioni, conseguenti alle azioni dell’uomo. Si può guardare al trattato di Ta‘anìt con nostalgia per la perduta immediatezza nel rapporto con il divino: la correlazione così netta e diretta fra meriti e pioggia ovvero colpe e siccità ci sembra oggi appartenere a una dimensione lontana, propria di individui dalla statura non più eguagliabile; la dipendenza così forte dalla pioggia per la sopravvivenza, almeno per una parte della popolazione mondiale ivi compresa quella che risiede in Israele, appare storia passata. Oggi la giornata-tipo stabilita dai Maestri del Talmud per i digiuni non è più in uso. Ciò è evidentemente il frutto di una mutata percezione delle nostre capacità, come singoli e come comunità. Si veda in dettaglio la nota di Halakhà all’inizio del secondo capitolo (p. 15a).

Il trattato di Ta‘anìt contiene quattro capitoli, per ognuno dei quali si può identificare un tema principale:

– Cap. 1: le piogge, i loro tempi; quando stabilire digiuni nel caso non ne cadano o non ne cadano abbastanza, o non nei momenti in cui serve;
– Cap. 2: le preghiere e gli usi propri dei giorni di digiuno;
– Cap. 3: le circostanze in cui si fa digiuno;
– Cap. 4: i digiuni fissi in ricordo di eventi tragici e giorni nei quali non si indice un digiuno in quanto giorni di festa o almeno di celebrazione di eventi positivi ai quali il digiuno non si addice.

Nel cap. 2 e più diffusamente nel cap. 4 si tratta delle rappresentanze rispettivamente di kohanìm, di leviti e del popolo, dei loro turni di servizio o presenza al Bet haMiqdàsh e di cosa dovessero fare in quelle occasioni.

Il trattato si conclude con un’immagine bucolica, la descrizione festosa dei giorni più felici dell’anno: il 15 di av e Yom Kippùr, occasioni nelle quali le ragazze, vestite a festa, uscivano nelle vigne e cercavano di conquistare i loro futuri mariti.”


UNGA 73 side event: Innovation and Tecnology foster inclusion and intercultural dialogue: The Talmud Project

Il 28 settembre 2018, il Progetto Talmud è stato presentato come side-event durante la 73esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite in un convegno dal titolo “Innovation and Tecnology foster inclusion and intercultural dialogue: the Talmud Project”, come “best practice” dell’uso di nuove tecnologie applicate alla cultura che incoraggiar il dialogo interculturale e l’inclusione.

L’evento, organizzato dalla Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite, in collaborazione con UN Departent of Public Information e UNAOC, sponsorizzato dalla Missione Permanente della Repubblica d’Albania e la Missione Permanente d’Israele presso le Nazioni Unite si è svolto nella UN Headquarters nell’ambito del General Debate.

I relatori della giornata sono stati:

Amb. Mariangela Zappia, Rappresentate Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite

Ms. Alison Smale, Under Secretary-Genral Department of Public Information

Ms. Stefania Giannini, UNESCO Assistant Director-General for Education

Mr. Matthew Hodes, Director of UNAOC

Rav Gad Fernando Piperno, UCEI/CRI

Mr. Arthur Schneier, Chief Rabbi of Park East Synagogue New York

Prof. Clelia Piperno, Talmud Project CEO

Dott. Mario Platero, Giornalista

Link al Video


Importante missione in Argentina del Progetto Traduzione Talmud Babilonese

Nel corso di una missione istituzionale finalizzata alla promozione del Progetto Traduzione Talmud Babilonese che si è tenuta la settimana scorsa, il Direttore Clelia Piperno ha incontrato l’Ambasciatore italiano, Giuseppe Manzo, rappresentanti del B’nai B’rith di Buenos Aires e importanti esponenti della Comunità argentina.

Tutti gli stakeholder coinvolti nella missione hanno espresso profondo interesse per i progetti legati al Talmud, soprattutto nell’ottica di un eventuale sviluppo della traduzione in lingua spagnola.

“Sono stati incontri estremamente proficui che gettano le basi per costruire il terzo progetto internazionale di inclusione e di traduzione, questa volta in lingua spagnola – spiega il Direttore, Clelia Piperno – L’intenzione è anche quella di lavorare con le Istituzioni e la Comunità per potenziare il nostro software, rendendolo sempre di più un traduttore di portata globale, e per condividere e diffondere i valori e gli obiettivi generali del Progetto Traduzione Talmud Babilonese con le Comunità del Sud America, partendo proprio dalla Comunità argentina”.


Il Talmud protagonista a "Tempo di Libri"

È stato presentato nel pomeriggio di lunedì 12 marzo a Milano, alla Fiera Internazionale dell’Editoria “Tempo di Libri”, il secondo libro della traduzione in italiano del Talmud Babilonese, Berakhòt (edito da La Giuntina). Il testo è stato commentato e spiegato dal curatore del trattato, rav Gianfranco Di Segni, e dal professor Stefano Levi Della Torre.

“In particolare – ha spiegato Rav Di Segni – si tratta di regole che traggono origine dalla preghiera di Channà, la donna sterile che si recò al Santuario per pregare il Signore di concederle un figlio. La preghiera fu efficace e da lì a un anno nacque un bambino, Samuele, il profeta alla cui vita e opere sono dedicati i due libri biblici omonimi”

“Berakhòt è importante anche per le numerose parti di racconto – ha aggiunto il prof. Levi Della Torre – Si tratta di passaggi che aprono lo spazio a considerazioni filosofiche, alla conoscenza storica, archeologica e scientifica, con brani di grande interesse anche economico e sociologico, sempre senza censure nei confronti di qualsiasi argomento”.

Leggendo i nove capitoli di Berakhòt si entra, nella migliore tradizione talmudica, in una sorta di “universo” nel quale nessun argomento rimane escluso dalla discussione dei Maestri.


Il Progetto Talmud a "Tempo di Libri" a Milano

Lunedì 12 marzo, dalle ore 15, il Progetto Traduzione Talmud Babilonese sarà ospite alla fiera “Tempo di libri” a Milano. Nell’occasione verrà presentato il Trattato di Berakòt alla presenza di rav Gianfranco Di Segni, di rav Alfonso Arbib. “Tempo di Libri”, che andrà in scena nei padiglioni 3 e 4 di Fieramilanocity, è la Fiera internazionale dell’Editoria, diretta da Andrea Kerbaker e
organizzata da La Fabbrica del Libro. Per l’edizione 2018, la seconda, sono previsti 850 appuntamenti e 1200 ospiti.


Il Progetto Traduzione Talmud Babilonese alla Conferenza internazionale di Roma sull'antisemitismo

Il 29 gennaio scorso, il Progetto Traduzione Talmud Babilonese ha partecipato alla “Conferenza internazionale di Roma sulla responsabilità degli Stati, delle Istituzioni e degli individui nella lotta contro l’antisemitismo nell’area Ocse”, organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, presso Palazzo della Farnesina a Roma.

Il Progetto Traduzione Talmud Babilonese, non è soltanto il più grande progetto di traduzione in lingua italiana mai realizzato ma rappresenta anche un innovativo tentativo di diffusione, con approccio globale e sistemico, della tradizione e della cultura ebraica, attraverso la collaborazione tra privati e Istituzioni nazionali italiane.

A rappresentare il PTTB il Direttore del Progetto, Clelia Piperno, che ha partecipato ad alcune delle sessioni di discussione. Molto apprezzato anche lo spazio espositivo del PTTB, visitato anche dal Ministro degli Esteri, on. Angelino Alfano, dedicato in particolare al software “Traduco”

La partecipazione del PTTB alla Conferenza internazionale di Roma è da leggere proprio in relazione all’importanza della dimensione culturale come strumento di lotta all’Antisemitismo. Anche la particolare caratteristica dell’innovazione tecnologica legata al PTTB contribuisce al perseguimento di tale obiettivo. Il software “Traduco”, elaborato dal CNR partner del Progetto, ponendosi come moderno e virtuale ponte tra culture e tradizioni differenti. Il software di supporto “Traduco”, frutto della ricerca italiana ed elaborato secondo i principi della linguistica computazionale e i più avanzati standard editoriali, permette di uniformare traduzione, note e commenti a corredo del testo e provvede autonomamente al processo di indicizzazione.

Guarda il video dedicato agli allestimenti di corredo alla Conferenza sull’antisemitismo: Link


Donazione del Trattato Berakhòt al sopravvissuto Elie Marey

La cerimonia di consegna si è svolta al termine del dialogo tra Elie Marey, Sami Modiano e Piero Terracina, organizzato in collaborazione con la Fondazione Museo della Shoah.

Il Direttore del Progetto Traduzione Talmud Babilonese, Clelia Piperno, ha donato una copia del trattato Berakhòt (volume curato da Gianfranco Di Segni) a Elie Marey, sopravvissuto ad Auschwitz – Birkenau, al termine di un evento organizzato in collaborazione con la Fondazione Museo della Shoah.

L’incontro, moderato dallo storico Marcello Pezzetti, ha permesso alla folta platea di ascoltare per la prima volta in Italia la testimonianza di Elie Marey che ha dialogato con i sopravvissuti Sami Modiano e Piero Terracina. L’emozionante appuntamento, che si è svolto presso Casina dei Vallati al Portico d’Ottavia (Roma), si è concluso con la cerimonia di donazione del primo trattato del Talmud tradotto in italiano, Berakhòt (ed. La Giuntina), dalle mani di Massimo Inguscio, presidente del CNR, partner del Progetto.

“L’emozione di consegnare a Marey, Modiano e Terracina il primo trattato del Talmud, un testo fondamentale non solo per il mondo ebraico ma anche per l’intera cultura italiana e occidentale, ripaga di tutti gli sforzi messi in campo negli ultimi anni – ha dichiarato il Direttore del Progetto Traduzione Talmud Babilonese, Clelia Piperno – Abbiamo la necessità di conservare la memoria e allo stesso tempo di guardare al futuro, in un’ottica di inclusione tra culture, esperienze, dimensioni di vita differenti. Un valore, quello dell’inclusione, che è alla base del nostro Progetto e che è stato riconosciuto in primis dallo Stato Italiano”.

Il Progetto Traduzione Talmud Babilonese è realizzato grazie ad un protocollo di intesa fra Presidenza del Consiglio dei Ministri, MIUR, CNR e UCEI-CRI e ha come obiettivo la traduzione digitalizzata in lingua italiana del Talmud Babilonese, attraverso l’ausilio del software “Traduco” ideato e sviluppato in collaborazione con ILC-CNR.


Pubblicato il secondo volume, Berakhòt

Presentato nel corso di una serata evento a Palazzo Brancaccio. Nel pomeriggio donato Rosh haShanà alla Biblioteca del Senato

Mercoledì 6 dicembre 2017, nel corso di una serata evento che si è tenuta presso Palazzo Brancaccio, organizzata dalla casa editrice “La Giuntina”, è stato presentato ufficialmente Berakhòt, il secondo volume realizzato dal Progetto Traduzione Talmud Babilonese, alla presenza, tra gli altri, del Presidente del PTTB, Rav Riccardo Di Segni, del Presidente del CNR, Massimo Inguscio, della Presidente dell’UCEI, Noemi Di Segni, del Capo Dipartimento del MIUR, Marco Mancini,  e del Direttore del PTTB Prof.ssa Clelia Piperno.

Berakhòt (Benedizioni) è il primo trattato del Talmud e leggendolo si comprende prima di tutto come il significato di “benedizione” abbia nell’ebraismo numerosi significati, rituali, religiosi e filosofici, che conducono il lettore a riflettere sul rapporto tra l’uomo, Dio e il creato. Il trattato Berakhòt, considerato tra i più profondi e interessanti, affronta anche molti altri argomenti oltre alle norme agricole e le regole relative alle benedizioni.
La pubblicazione dei volumi prodotti dal Progetto Traduzione Talmud Babilonese è curata da “La Giuntina”, specializzata in cultura ebraica e fondata nel 1980 da Daniel Schulim.

Nel pomeriggio della stessa giornata, inoltre, nello studio del Presidente del Senato presso Palazzo Madama a Roma, si è tenuta una cerimonia di donazione del volume “Rosh haShanà” alla Biblioteca del Senato. Il volume è stato consegnato al Presidente, Pietro Grasso, da parte della Ministra del MIUR, Valeria Fedeli.


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